Un precoce intervento sul danno neuropatico grave. S.cauda equina- Vescica neurologica post E.D

APR Non patologie degne di nota.

APP Breve storia clinica

Un giovane sulla trentina giunge a visita per una S. della cauda con paralisi completa degli sfinteri, conseguenza di una ernia del disco L5/S1.
Allego quanto riportato dal paziente stesso in una mail .

8 Aprile 2018

Avvertivo un dolore al polpaccio dx ed una certa difficoltà a camminare.

9 Aprile 2018
Dolore dietro al gluteo . Nella notte ho cominciato ad avvertire difficoltà ad urinare e a defecare.
10 Aprile
Mi sono recato in mattinata presto in Ospedale.
11 Aprile
Operato d’urgenza per un ernia L5/S1 espulsa .

12 Aprile
L’operazione ha avuto un buon esito, riesco ad alzarmi e cammino ma noto che la mia forza del polpaccio è circa la metà del normale. Inoltre al tallone dx e alla parte esterna del piede vi è insensibilità.
Mi viene messo un catetere permanente perché quando vado per svuotare devo fare un grande sforzo addominale per pochi ml. L’alvo è paralitico, devo prendere lassativi per andare in bagno e sento tutta la parete pelvica e rettale contratta/tirata.

14 Aprile
Il catetere viene tolto per una verifica ma a vescica piena riesco solo a mingere pochi ml di urina. Dunque viene di nuovo messo il catetere a permanenza.

21 Aprile
Sono uscito dall’ospedale e ho il catetere. Per andare di corpo non uso lassativi ma il retto è come paralitico, avverto a fatica quando devo andare e sento come un tiraggio di tutto il piano pelvico /perineale. La situazione della gamba non è cambiata.
Le chiedo cortesemente la possibilità di potere essere seguito da lei al mio rientro in Italia.

14 Maggio
Il paziente giunge alla nostra osservazione.

Quadro neurologico : Marcia claudicante per dolore persistente e parestesie in territorio sciatico .
Ipoestesia a sella sui metameri sacrali a sinistra e Ipoanestesia a dx. All’esplorazione rettale SAE acontrattile. Non evocabile il R. bulbo cavernoso. Paziente portatore di catetere a permanenza .
Abbiamo sottoposto il paziente a ciclo di trattamento NMS con microcorrenti intelligenti di diverso tipo, della durata di 10 gg.
25 Maggio

Alla fine del ciclo l’ho inviato a specialista Urologo( Pr. Pinzi) per una valutazione ecografica e uroflussimetrica che rilevava un residuo postminzionale di 280 cc a fronte di 90 cc di mitto. Veniva posto dunque nuovamente catetere a permanenza. Restiamo in attesa dell’evoluzione del quadro da rivalutare tra i 40 e 60 gg.

23 Luglio 2018
Si presenta a controllo neurologico .

A fronte di una obiettività neurologica del tutto negativa, oggi in assenza di segni di interessamento radicolare sensitivo-motore di S1, si assiste ad una completa remissione della sintomatologia algico parestesica radicolare pregressa. Di conseguenza la marcia è spedita in assenza di dolore, parestesie o altro.
Inoltre, la sensibilità alla puntura di spillo sulle radici sacrali è praticamente simmetrica, lo SAE è tonico e ben contrattile, il riflesso pudendo- anale è altrettanto ben evocabile se si considera anche la difficoltà di una corretta manovra in presenza di catetere .

Nella stessa giornata il controllo urologico previsto è ancora affidato al professionista di cui sopra che riporta :

”ALLA RIMOZIONE DEL CATETERE VESCICALE ESEGUE ESAME URIFLUSSIMETRICO CHE RILEVA PICCO DI FLUSSO MASSIMO BEN SUPERIORE AI LIMITI DELLA NORMA, OTTIMALE.”

Nei due giorni successivi il paziente minge spontaneamente cosicché non si renderà necessario altro controllo presso di noi.

RITENIAMO IMPORATNTE AVER PORTATO QUESTO CASO ALL’ATTENZIONE DI TUTTI, PERCHE’ EMBLEMATICO DI COME IN TUTTI I CASI ASSAI COMPLESSI CARATTERIZZATI DA DEFICIT NEUROPATICO GRAVE, LE PROBABILITA DI UN RECUPERO SIANO IN RELAZIONE DIRETTA OLTRE CHE CON L’EFFICACIA DEI PRESIDI UTILIZZATI, CON LA PRECOCITA’ DEL LORO IMPIEGO.