Cefalea a grappolo e Disturbo Cranio Cervico Mandibolare

Anamnesi Patologica Remota

Un uomo cinquantenne è affetto da Cefalea a grappolo da quando aveva 25 anni.
Da allora è seguito presso un Centro Cefalee della Toscana.

8.09.016

Visita

La sintomatologia è tipica e si riassume cosi:
Cefalea pulsante con spiccata intensità del dolore, che il pz definisce insopportabile, ad interessare sempre la regione emicranica dx e la regione sovraorbitaria.
Viene svegliato dal dolore nelle prime fasi del sonno, praticamente ogni notte. Nelle fasi di acuzie si raggiungono anche 6/7 crisi al giorno.
Durata 30′-40′ se non è interrotto dalla assunzione di triptano (Imigran 6 sc). Il grappolo dura invariabilmente da sei ad otto mesi.
Rinorrea( scolo nasale)
Ptosi palpebrale (palpebra abbassata)
Iniezione congiuntivale e lacrimazione
Estrema agitazione.

TERAPIA MEDICA: nell’attacco utilizza da sempre un triptano che domina la crisi in 15′-20′. Nella profilassi Verapamil (Isoptin Rcp 120×3 ) e Pizotifene 0,5 (Sandomigran cpr x 4/die).
Come si evince dalla storia del paziente , vista la tipicità del quadro, è evidente che si tratta di una Cefalea a grappolo o Cefalea di Horton.
A questo punto, apprendo dal paziente un particolare che, confesso, inizialmente tengo in scarsa considerazione, ma che successivamente sento di dover approfondire.
Si tratta di questo: mi racconta che in tutti questi anni le uniche volte, che ha avuto un prolungato benessere dai trattamenti fisici o farmacologici, è stato a seguito di un approccio manipolativo eseguito da Osteopata. Questo è accaduto per ben due volte a distanza di anni, a quanto apprendo con un lavoro manipolativo sulla cerniera occipito-cervicale e sull’ ATM. Fa presente che in giovane età ebbe a subire un grave trauma fratturativo della mandibola sn. In venticinque anni, sono state le uniche volte in cui oltre ad interrompersi la fase algica delle manifestazioni quotidiane, vi è stata una rimozione completa della ciclicità annuale delle manifestazioni.
Si impone un’ispezione dello scalp, della cerniera o/c e dell’ATM.

Il risultato è che, sono spiccatamente dolenti i punti dell’emergenza dell’Arnold in modo particolare a dx, dove è netta un’alterazione della sensibilià alla puntura di spillo sul territorio del grande nervo occipitale. La dinamica della apertura della bocca, limitata e asimmetrica è imputabile a disturbo occlusale..

Deduzioni conclusive

Nella suggestiva ipotesi che una comorbilità di DCCM, possa costituire un sustrato su cui si innestano le manifestazioni della Cefalea a grappolo, ci prepariamo a sottoporre il paziente ai trattamenti del caso, secondo il protocollo per il Disturbo Cranio Cervico Mandibololare.Segui…

20.09.016

A dodici giorni dall’inizio del ciclo di trattamenti( oggi è al terzo trattamento), controllo il paziente sul piano clinico e mi faccio raccontare cos’è accaduto in questo periodo.
Mi riferisce che ha avuto due crisi a distanza di giorni, di durata minore (10-15 ‘) e con dolore sopportabile, cessato spontaneamnente senza iniezione di triptano.
Sul piano obiettivo, è difficilmente rilevabile solo una sfumata alterazione della sensibilità nel territorio di innervazione dell’Arnold a dx. Il paziente appare fiducioso, in considerazione del fatto che, a quanto dice, nel periodo centrale della fase critica, come è quello attuale, le manifestazioni sono invariabilmente più di una e/o comunque quotidiane. Segui ….

30.09.016

Non ha più avuto cefalea e dunque siamo discretamente fiduciosi in attesa dell’evoluzione del quadro. La risposta alla terapia è comunque stata pronta (oggi è al IV°trattamento). Segui…..

13.10.016 Conclusioni

Rivedo il pz a controllo . Non ha più avuto attacchi di cefalea. Ha terminato lo svezzamento dai farmaci. E’ una persona assolutamente felice.

Conclusioni
Abbiamo trattato con microcorrenti ripolarizzanti intelligenti ed elettrodi di superficie, mobili, posti secondo il protocollo per Arnold,( esiste scarsa letteratura sull’utilizzo di impianti di stimolatori fissi) omolateralmente all’emilato della cefalea a grappolo, con un ottimo risultato, avendo ottenuto un blocco immediato delle manifestazioni algiche.
Nel nostro caso la ratio era che, essendovi una chiara comorbilità per disturbo cranio cervico mandibolare, si poteva supporre che questo quadro, soprattutto nella sua componente cranica, potesse agire da ” grilletto ” nell’innestare le crisi di cefalea.

12.12.016

Si presenta a controllo a due mesi. Non ha più avuto dolore dal 10 settembre c.a. La visita neurologica consente di verificare un eventuale stato di Alert, relativamente alla presenza di segni irritativi sulle emergenze e sul territorio di innervazione del nervo di Arnold, segni irritativi che sono del tutto assenti.