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Significato
Per stenosi del canale si intende un restringimento del canale
vertebrale, formato dal susseguirsi di elementi fissi (corpi vertebrali,
peduncoli e lamine) e mobili ( disco intervertebrale e legamenti ) entro
cui sono contenute le strutture nervose:
1) midollo - termina all’interspazio tra la 1° e la 2° vertebra lombare
2) meningi - prosecuzione delle meningi encefaliche
3) radici nervose - che fuoriescono dal sacco durale, una per lato, per
ciascun livello vertebrale fino al sacro.
Le cause di stenosi del canale possono essere congenite e/o acquisite
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Stenosi
congenita del canale vertebrale o canale vertebrale stretto congenito
E’ una
condizione di natura congenita, di riduzione dei diametri dell’astuccio
vertebrale nella componente di elementi fissi, quindi ossei: >corpi
vertebrali, peduncoli e lamine. In relazione alla gravità della stenosi
se ne individuano di due tipi:
A) Si tratta di una patologia molto rara e si presenta in relazione ai
più marcati quadri di ristrettezza del canale spinale, che sempre si
accompagnano a gravi sequele neurologiche precoci (nanismo
acondropalsico). Tipicamente le alterazioni interessano indistintamente
tutto l’ambito rachideo cervico-dorso-lombare.
B) E’ questa una condizione di più frequente riscontro clinico e si
verifica allorché la stenosi, spesso limitata soltanto ad un segmento
vertebrale e ad uno o due metameri dello stesso segmento, è dovuta ad
una riduzione sempre di natura congenita, ma meno significativa che in
A, dei diametri vertebrali.
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Il
significato clinico di stenosi canalare congenita
Ci possiamo
chiedere se una strettezza congenita del canale vertebrale, sia
sufficiente, da sola, ad esercitare una compressione sul sacco durale,
midollo o radici nervose?
Lo stesso Verbiest, che per primo descrisse una sindrome di claudicatio
radicolare intermittente dolorosa alla marcia (1954) attribuita
inizialmente ad una stenosi congenita del canale lombare, si affrettò
successivamente a rimarcare l’importanza di lesioni degenerative
acquisite, che si aggiungano ad una stenosi canalare di natura
congenita. Infatti, poiché esiste un’adattamento costituzionale di
compenso tale che, per un canale di piccole dimensioni, la natura
prevede un piccolo sacco, si deve insistere sull’imprescindibile ruolo
di alterazioni degenerative aggiuntive, come una salienza discale
diffusa o un osteofitosi, nel manifestarsi di qualsiasi evento
clinicamente significativo.
Cause di predisposizione anatomica congenita alla strettezza del canale,
sono la brevità del peduncolo e sagittalizzazione dell’interlinea
articolare posteriore.
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Canale
vertebrale stretto congenito secondariamente
ristretto
Se si escludono le forme infiammatorie, si tratta
di tutte quelle condizioni nelle quali alterazioni degenerative, che
genericamente vengono assimilate all’artrosi, si impiantano in un canale
congenitamente stretto. In questi casi, le occasioni di scompenso, cioè
le possibilità di manifestazioni cliniche, saranno tanto più frequenti e
significative, quanto più si svilupperanno in un canale
costituzionalmente stretto.
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Il
significato clinico di canale vertebrale ampio
Viceversa è
spesso sorprendente quanto si può casualmente osservare in soggetti
evidentemente dotati dalla natura di un ampio canale, che pur potendo
mostrare occasionali reperti RX di grossolane alterazioni degenerative
diffuse, si mantengono asintomatici anche per tutta la vita.
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Stenosi
acquisita del canale vertebrale o
canale vertebrale ristretto
Si tratta di
una condizione piuttosto frequente, che all’opposto di quanto avviene
nella stenosi congenita, si realizza secondariamente ad un processo
degenerativo, che interessa una o più di una delle componenti mobili
dell’astuccio: dischi, articolari posteriori, legamenti gialli,
legamenti interspinosi. Si determina una condizione di sofferenza delle
strutture nervose, con quadri clinici che varieranno in relazione al
segmento interessato dalla stenosi (cervicale, dorsale, lombare) alle
diverse componenti nervose coinvolte, alla entità del processo
degenerativo.
Non andrebbero assimilate alle stenosi spinali degenerative tipiche,
quelle condizioni di ristrettezza del canale, dovute a tutti quei quadri
patologici, che tendendo per loro natura ad invadere o ad accrescersi
nel lume spinale, ovviamente finiscono per restringerlo, ma che
differiscono del tutto tra di loro e dalle stenosi tipiche, per
eziopatogenesi, quadro clinico, terapia e prognosi, costituendo pertanto
delle entità ben distinte. Tra queste pensiamo alle patologie
neoplastiche, alle fratture postraumatiche, alle fratture patologiche.
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Stenosi del canale cervicale
Vi concorrono almeno per ciò che concerne le patologie più
frequentemente riscontrabili e di nostro interesse i quadri degenerativi
che genericamente sono assimilabili all’artrosi e più specificatamente,
come già trattato in altra sezione, riferibili alle disco-uncus-artrosi-,
alle forme posteriori con interessamento foraminale, alla
spondiloartrosi cervicale diffusa. Quadri clinici: Mielopatie,
mieloradicolopatie, radicolopatie.
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Stenosi
del canale centrale e laterale
Per ognuno dei
segmenti possibilmente interessati dalla stenosi, a prescindere dalle
variabili anatomiche segmentali e dal contenuto del tratto interessasede centsi cen)
che nella sua porzi entrambe.
Risulta utile inoltre suddividere il canale laterale (sinonimo: canale
radicolare) in due porzioni anatomiche. La prima, la più interna
(mediana) è il defilé inter-disco articolare. La seconda costituisce il
forame di coniugazione. Solo per il livello lombare, si individua
anatomicamente una terza porzione che è il recesso latmmediatamente all’esterno del defilè inter-disco-apofisiario, tra
questo e l’ingresso del forame. Ricordiamo brevissimamente che dal punto
di vista anatomico tale struttura si individua soltanto in relazione con
le radici di L4, L5 e S1 e non al di sopra di esse e che la profondità
di questa struttura è in funzione della lunghezza dei peduncoli. Ne
consegue, che a una condizione congenita di peduncolo corto, si associa
un recesso laterale poco profondo, quindi stretto.
La differenziazione in canale centrale e laterale e la ulteriore
suddivisione di quest’ultimo come da sopra, è utile anche in virtù di
alcuni peculiari aspetti clinici, che a volte permettono di poter
individuare con una certa esattezza il livello della stenosi, sede del
conflitto con le strutture nervose (vedi Sciatalgia S1 e "recesso
laterale stretto congenito" in S1). In generale si può inoltre affermare
che, più una lesione interessa il canale vertebrale centralmente, più
prevarranno segni di coinvolgimento della dura meninge e quindi
rachialgia, cervicalgia, dorsalgia, lombalgia. Viceversa, nelle stenosi
cosiddette laterali, potendo anche del tutto mancare tali aspetti,
potranno facilmente prevalere i segni di interessamento (sofferenza)
radicolare (Vedi diagnosi differenziale tra sciatalgia da ernia del
disco e sciatalgia artrosica)
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Stenosi del canale
centrale-eziologia
Le cause di
stenosi acquisita del canale centrale sono solitamente molteplici. Sono
spesso associate tra loro a determinare quadri clinici disparati,
potendo innestarsi in un preesistente terreno di canale stretto
congenito.
Le più frequentemente riscontrabili sono:
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ernia del disco mediana
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spondilolistesi degenerativa
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discoartrosi
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osteofitosi marginosomatica
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artrosi delle articolari posteriori con formazioni di osteofiti
intracanalari, calcificazioni della capsula articolare
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lesioni legamentose degenerative a carico del legamento longitudinale
posteriore e dei legamenti
gialli
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iperostosi delle
lamine |
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Stenosi
del canale laterale – eziologia
Come nei casi del
canale centrale stretto, anche la stenosi laterale acquisita è dovuta
generalmente al concorso di molteplici cause e a volte favorita da una
costituzione genetica preesistente di canale stretto. Quelle di più
frequente riscontro sono:
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ernia del disco
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presenza di articolare superiore ipertrofica, di natura congenita o
acquisita (artrosica) associata ad una protusione discale diffusa (discoartrosi)
o ad una osteofitosi marginosomatica. La stenosi
risiede e
dunque la radice nervosa è irritata,
nella porzione iniziale del recesso
laterale, cioè la più mediale del canale laterale.
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presenza di un nodulo fibro-cartilagineo sviluppatosi a seguito di una
lisi istmica la stenosi risiede e dunque la radice nervosa
è irritata, nella porzione inferiore del recesso
laterale.
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RM- T.C -Rx -
EMG -P.E.S.S
nelle stenosi canalari
La ricerca di
una stenosi canalare per il sospetto di una Mielopatia cervico-artrosica
è una frequente indicazione alla RM. Essa consente:
1) una visualizzazione della scomparsa dello spazio liquorale,
evidenziando nelle proiezioni longitudinali, in sequenza T2 pesata, sia
il grado di stenosi che il numero dei livelli disco-vertebrali
interessati.
Sono le immagini tra tutte più simili a quelle della Mielografia,
indagine che consente la visualizzazione r.grafica dello spazio
epidurale, previa introduzione di mezzo di contrasto per via
suboccipitale, oggi poco utilizzata, e tuttavia assai utile soprattutto
nella visualizzazione di stenosi dinamiche.
2) la possibilità di valutare eventuali alterazioni del segnale
midollare, segni certi di sofferenza nervosa (edema intramidollare,
mielomalacia)
La T.C è di grande utilità in relazione alla possibilità di meglio
visualizzare la componente ossea con l’uso di apposite finestre "ossee"
appunto. Inoltre, in sezione longitudinale, permette oltre che una
visione d’insieme delle irregolarità della parete del rachide, anche la
misurazione del diametro sagittale per ogni livello. Queste misure sono
ben standardizzate per il canale lombare, sia per il diametro
antero-posteriore che per i diametri trasversali e consentono di
definire canali lombari di ampiezza normale se il primo >15 mm,
relativamente stretti se tra 13 e 14 mm e molto stretti se < 12 mm.
Mantengono la loro utilità le radiografie dirette, soprattutto se alle
proiezioni Standard si aggiungono indagini dinamiche in Iperflessione ed
Iperestensione del rachide e proiezioni oblique con incidenza di 45% che
consentono una visualizzazione del lume foraminale.
Le indagini strumentali neurofisiologiche comprendono l’ esame
Elettromiografico ( E.M.G) e i Potenziali. Evocati Somatosensoriali (P.E.S.S).
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Sintomatologia e quadri clinici
Variano in
rapporto ai segmenti vertebrali interessati, in ragione della presenza
di tutte e tre le strutture nervose - sacco durale - midollo e radici
nervose - fino all’interspazio LI/LII, laddove, terminando il midollo,
mantengono la loro continuità solo il sacco meningeo e le radici
spinali. Appare evidente che, per tutto il tratto cervicale e fino a LI/LII,
la sintomatologia e i quadri clinici, potendo variare molto tra di loro,
saranno caratterizzate dal probabile interessamento sia della dura, sia
del midollo, sia delle radici (mielopatie, mieloradicolopatie,
radicolopatie). Al di sotto di LI/LII, si avranno quadri che, non
potendo più interessare il midollo spinale, riguarderanno solo una o più
di una radice (monoradicolopatia o poliradicolopatia), dallo stesso lato
(monolaterale) o da entrambi (bilaterale). Infine ribadiamo che, a
fronte di quadri di stenosi da causa diversa, di livello e importanza
diversa, sarà solo da una sintesi tra i reperti radiologici e
l’obbiettività neurologica, che si potrà determinare il vero significato
clinico delle lesioni medesime.
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Conclusioni
A conclusione della breve descrizione delle stenosi del canale
vertebrale ci pare utile sottolineare quanto segue:
1) le alterazioni congenite meno gravi non sono di solito sufficienti ad
innescare da sole la sintomatologia clinica. Con ciò si vuole
sottolineare come non si possa prescindere da lesioni degenerative
aggiuntive, nel verificarsi di una condizione di stenosi con significato
clinico.
2) a prescindere dalle indagini strumentali (Rx -T.C – RM) che le
supportano,
le alterazioni hanno significato solo allorché assumono un qualche
rilievo neurologico.
3) a livello cervicale e dorsale, a seconda della sede di stenosi, tali
quadri si possono manifestare con dolore al segmento vertebrale
interessato (cervicalgia, dorsalgia), con dolore irradiato in territorio
radicolare associato o meno a deficit (cervicobrachialgia) o con segni
di sofferenza midollare, tra i quali va ricordato il dolore con
caratteri di penosa e fastidiosa rachialgia e il dolore cordonale,
proiettato a distanza, reazioni crampiformi, disestesie,
dolore-bruciore, o con segni di interessamento midollare e radicolare (mieloradicolopatia)
4) a livello del canale lombare è di frequente riscontro la S. di
Claudicatio motoria radicolare. Questa si manifesta con dolore tipico
che insorge nella stazione eretta, si accentua nel camminare, si
accompagna a sensazione di gambe pesanti e progressiva sensazione di
mancanza di forza.
5) la grande variabilità e molteplicità di interventi chirurgici
proponibili, se da un lato mostra l’attuale tendenza ad un affinamento
delle tecniche chirurgiche, dall’altro ne definisce anche i limiti, non
consentendo ad oggi per la frammentazione delle tecniche stesse, una
esatta e statisticamente valida valutazione dei risultati raggiungibili.
Ricordiamo come l’uso della LAMINOARTRECTOMIA utilizzata routinariamente
per decenni è stato riconsiderato solo negli ultimi anni, a seguito
degli innumerevoli problemi di instabilità del rachide, che come si è
visto risultano essere una pressoché costante conseguenza di questo tipo
di intervento. Questo fa si che si tratti comunque di una chirurgia
difficile, che per molti versi si propone come estrema ratio a fronte di
possibili benefici scarsi e purtroppo a volte nulli.
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