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Il deficit neurologico
Una condizione che implica uno stato di sofferenza delle vie nervose motorie
o sensitive.
La via nervosa motoria percorre il Sistema Nervoso Centrale rappresentato
dall'asse cerebrospinale e il Sistema Nervoso Periferico rappresentato
dai nervi e loro terminazioni.
Il Sistema Nervoso comprende il Sistema Nervoso Autonomo che innerva gli
organi vitali, cuore polmoni e ghiandole e controlla i muscoli involontari.
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MOTILITA'
L'origine del movimento
Esiste una rappresentazione corticale della motilità nell'area
4 o area motoria primaria della circonvoluzione precentrale a livello
dello strato delle cellule piramidali. Inoltre un altro fascio di fibre
deriva dai motoneuroni dell'area 6 (posta anteriormente all'area motoria
primaria) e dalle aree della corteccia retrorolandica (3, 1, 2).
Tutte queste fibre che originano dai neuroni motori corticali confluiscono
a formare la via piramidale o via motoria primaria. Il neurone motorio
è detto primo motoneurone.
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LA VIA MOTORIA PRIMARIA
Cenni
E' una via neuronale semplice, incrociata, con due sole stazioni (sinapsi), una a livello delle corna anteriori del midollo spinale e l'altra periferica,
a livello della giunzione neuromuscolare.
Come si propaga l'impulso nervoso dal
centro alla periferia
Mentre la trasmissione di un impulso lungo una fibra nervosa è
un fenomeno elettrico, il passaggio dell'impulso da un motoneurone superiore
all'alfa-motoneurone, oppure da una alfa-motoneurone al muscolo (nella
giunzione neuromuscolare), è mediato chimicamente.
A livello delle sinapsi, quando tutto funziona a perfezione, si ha la
trasformazione di un fenomeno elettrico in un fenomeno chimico e nuovamente
in fenomeno elettrico con le stesse caratteristiche di segnale del primo.
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Il controllo del movimento
Vi fanno parte oltre al sistema piramidale altre strutture neuronali,
che regolano la motilità, garantendone nell'insieme la plasticità,
cioè tutto quell'insieme di proprietà che consente al movimento
di essere raffinato, graduato, selettivo, finalistico etc.
I meccanismi sovraspinali di controllo del movimento
Vi sono dei sistemi di controllo sovraspinali che comprendono:
1) Il Sistema reticolare (via reticolo spinale) che
nasce dalla sostanza reticolare e che opera con un meccanismo di regolazione
a feed-back negativo, bloccando cioè una ulteriore contrazione
muscolare quando questa è elevata.
2) Il Sistema di controllo
extrapiramidale ha i suoi nuclei di origine nei gangli della base.
E' un sistema a doppio controllo, pertanto sia con funzione eccitatoria
(mediatore: dopamina) che inibitoria, con percorso finale di uscita
in parte sulla via reticolo-spinale e in parte sulla via cortico-spinale.
Le patologie che interessano questo sistema sono responsabile di Sindromi
Parkinsoniane.
3) L'ultimo sistema di
controllo sovraspinale della motricità è quello del cervelletto.
E' un sistema assai complesso e molto importante nel garantire raffinatezza
e precisione del movimento, oltre che fondamentale nel regolare la statica,
l'equilibrio e i rapporti spaziali del corpo.
I meccanismi spinali di controllo
del movimento
A livello spinale un primo controllo è attuato dalla cellula di
Renshaw, che è un interneurone inibitorio di connessione tra la
sinapsi del motoneurone piramidale e il motoneurone alfa. Il mediatore
chimico è il GABA. Si dice inibitorio perché serve a diminuire
la frequenza di scarica delle cellule corticali, allorché sia necessario
regolarla in funzione dello sforzo da compiere: devono essere attivati
solo gli alfa motoneuroni utili a far compiere al muscolo una contrazione
efficace ma misurata.
Un altro sistema di controllo è il riflesso miotatico, che serve
per la regolazione del tono posturale.
Il tono posturale cambia a seconda della posizione del nostro corpo e
si annulla se si è sdraiati.
E' un riflesso dipendente dai fusi neuromuscolari contenuti nel muscolo,
le cui fibre si attivano automaticamente. Rapportandosi sempre con gli
alfa motoneuroni ne regolano la scarica, che modifica la contrazione di
quel muscolo al fine di mantenere costante il tono posturale.
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PATOLOGIA DELLA VIA MOTORIA PRIMARIA
Cenni
Aspetti clinici delle diverse forme di lesioni a livello della via piramidale.
Le lesioni a livello della via piramidale Provocano vari gradi di riduzione
della forza muscolare o paresi, fino alla paralisi completa (o plegia).
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Emiparesi ed emiplegia
Ad una lesione cerebrale, al di sopra dell'incrocio delle fibre piramidali,
segue dunque emiparesi o emiplegia della parte controlaterale del corpo.
Solo a seguito di lesioni che interessano il fascio genicolato, seguono
paresi o plegie omolaterali (dallo stesso lato) limitate alla faccia.
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Tipica delle lesioni piramidali è la spasticità
Come si manifesta la spasticità?
Con un aumento del tono (ipertonia) dei muscoli antigravitari, flessori
degli arti superiori ed estensori degli arti inferiori. Si accompagna
ad una esagerata risposta al colpo del martelletto dell'esaminatore, nell'evocare
un riflesso propriocettivo, ad esempio colpendo il tendine rotuleo al
ginocchio (iperriflessia).
Non esiste un solo tipo di risposta patologica a questa manovra, ma è
possibile una variabilità di risposte graduate che si pongono alla
valutazione dell'occhio esperto dello specialista esaminatore (riflessi
policinetici, clono esauribile o non esauribile etc.).
Si instaura allorché viene meno il controllo sovraspinale della
motricità
I
riflessi patologici: il BABINSKI
Si tratta di un riflesso patologico esterocettivo,
normalmente assente nel soggetto sano.
Nei pazienti con sindrome piramidale, compare strisciando con un oggetto
a punta stondata la pianta del piede in direzione calcagno-dita e si manifesta,
al contrario di quanto avviene nel normale, con l'estensione dell'alluce.
Le dita possono seguire o meno l'alluce in una apertura a ventaglio.
A volte una reazione in estensione dell'alluce si ottiene anche con una
pressione più o meno forte, limitata alla pianta del piede. Non
sempre le risposte sono chiare, anche quando viene aumentata progressivamente
la forza strisciando sul piede. L'incerto significato patologico non deve,
tuttavia, far trascurare la possibilità di trovarci di fronte ad
una malattia del sistema nervoso centrale.
Il Babinski è costantemente presente
nelle sindromi piramidali midollari?
No. Il segno di Babinski può mancare anche quando l'accentuazione
dei riflessi è molto marcata, tuttavia allorché è
presente è sempre indicativo di una lesione piramidale.
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LESIONI DEL SECONDO MOTONEURONE
L'interruzione della via motoria a livello delle corna anteriori del
midollo, provoca paresi o paralisi omolaterale.
Dal secondo motoneurone dipende il contributo trofico per il muscolo.
Quando questo viene a mancare, il muscolo si indebolisce, perde tono,
diminuisce di volume, si atrofizza.
Questo processo si instaura nel tempo, per cui inizialmente il deficit
del trofismo è sfumato e così pure una diminuzione dei riflessi
propriocettivi.
I segni di denervazione
Vi sono fenomeni positivi messi in atto dal muscolo nel tentativo di sopperire
ad un danno nervoso, come le fibrillazioni (valutabili solo con esame
elettromiografico) e le fascicolazioni, visibili, come piccoli scatti
o vibrazioni della pelle: sono segni peculiari di sofferenza dell'alfa
motoneurone. Questi segni, detti di denervazione, cessano allorché
si stabilizza una atrofia neurogena totale.
Poiché ogni fibra muscolare è innervata da più motoneuroni
alfa appartenenti a 2, 3 radici spinali, per avere un muscolo totalmente
paretico, la lesione deve necessariamente essere pluriradicolare.
Le radici spinali confluiscono a formare
i plessi nervosi come il plesso brachiale e il plesso lombo-sacrale e
quindi il nervo periferico.
Funzione dei plessi nervosi
I plessi nervosi hanno una funzione specifica, simile a quella esplicata
dalla diramazione fascicolare del nervo anatomico, vale a dire quella
di proteggere da un eventuale denervazione dovuta a lesione di una singola
porzione del plesso; attraverso la complicata struttura del plesso le
fibre nervose passano da un determinato segmento di midollo spinale a
numerosi e differenti muscoli. L'innervazione di un singolo muscolo proviene
normalmente da più di un segmento di midollo spinale.
Dermatomeri e miomeri
L'area di pelle innervata da un singolo elemento di midollo spinale viene
denominata dermatoro; allo stesso modo i muscoli riforniti da un singolo
segmento di midollo spinale sono denominati miomeri.
La conoscenza di queste rappresentazioni segmentarie, dei muscoli e delle
aree di pelle innervate da determinati nervi, sarà determinante
per porre una diagnosi di compromissione di un nervo periferico o di una
radice.
Il medico esperto riconoscerà immediatamente che la debolezza dei
tricipiti e degli estensori del polso e delle dita non può essere
imputata alla lesione di C7-C8, bensì ad una paralisi del nervo
radiale, dal momento che è interessato anche il brachioradiale.
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LESIONI DELLA GIUNZIONE NEUROMUSCOLARE
Vi è un blocco a livello della placca
motrice dell'impulso nervoso che pertanto non può raggiungere il
muscolo. I sintomi sono la faticabilità e la mancanza di forza
che si accentuano col movimento.
Non c'è né diminuizione del tono, né diminuizione
di volume del muscolo.
Sono dovute a patologia della giunzione sia la miastenia gravis che le
sindromi miasteniche paraneoplastiche. Nella miastenia il mediatore chimico,
acetilcolina, trova i recettori deputati al contatto già occupati
da autoanticorpi anti acetilcolina. Ne consegue un blocco della trasmissione.
LESIONI MUSCOLARI
Miositi e Distrofie muscolari sono caratterizzate
da una perdita di forza muscolare, ipotrofia e ipotonia muscolare, risultato
di una distruzione delle fibre muscolari e nervose ad esse interposte
ed essenziali per il funzionamento dei fusi muscolari.
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