Radicolopatie e mieloradicolopatie da spondiloartrosi

Artrosi cervicale

L’artrosi è una patologia degenerativa da fattoti lesivi che agiscono nel tempo sui vari comparti delle strutture osteolegamentose, articolari e discali. Allorché le modificazioni artrosiche della colonna cervicale, limitate ad un solo livello o estese a più livelli, potendo interessare in maniera prevalente ciascuno dei vari comparti, provocano modificazioni della curvatura e della dinamica del rachide, si parla di Spondiloartrosi.

Spondiloartrosi

Classificazione sulla base delle alterazioni radiografiche:

Se ne individuano tre tipi:

1) Le forme da disco-uncus-artrosi circoscritta o interessante più spazi.

L’artrosi interessa “il disco degenerato” sul quale si forma un”osteofita” e gli osteofiti raggiungono le estremità laterali dell’uncus vertebrale: il quadro radiologico assume i caratteri della uncus-disco-artrosi.

Queste forme si caratterizzano perché si accompagnano a modificazioni della curva fisiologica (cifosi segmentale). Le modificazioni della curva devono essere studiate oltre che con le radiografie dirette in antero-posteriore e in laterale, anche in iperflessione ed iperestensione del capo oltre che nelle proiezioni oblique. foto foto
Sono solitamente responsabile di mieloradicolopatie.

2) Le forme posteriori con interessamento prevalente dei massicci articolari e dei fori di coniugazione.

Sono solitamente responsabili di radicolopatie, nelle quali vi è una precisa correlazione tra i reperti radiografici che mostrano una ristrettezza dei forami (nelle proiezioni oblique= link) e il livello clinico di sofferenza radicolare.

3) Le forme diffuse

Nelle quali le deformazioni degenerative sono estese all’intero tratto cervicale e interessano tutte le componenti e sono responsabili di quadri clinici di mieloradicolopatie.
La curva fisiologica si modifica e le modificazioni vertebrali interessano tutti i metameri da C3 a C7. La mobilità del collo è ridotta fino ad assumere un atteggiamenti di grande rigidità (artrosi fissa).

Le conseguenze neurologiche sono un percorso obbligatorio?
Non è detto. Frequentemente in molte forme di artrosi cervicale vi è una assoluta mancanza di sintomatologia clinica. Questo fa ritenere che nella evoluzione degenerativa disco-vertebrale debbano intervenire alcune variabili, come l’ampiezza del canale spinale e altri specifici meccanismi che non sempre sono in grado di determinare una sofferenza delle strutture nervose.

Le manifestazioni cliniche

Sono sempre espressione di un disturbo della funzione radicolare, radicolopate* e/o midollare, mieloradicolopatie*.
La manifestazione clinica di una radicolopatia del rachide cervicale è la cervicobrachialgia.

Cervicobrachialgia

E’ una manifestazione di dolore irradiato dal collo agli arti superiori, lungo il territorio di distribuzione (metamero) di una radice nervosa.
Per qualsiasi livello discale al di sotto della seconda vertebra cervicale, un processo di spondiloartrosi, può causare solamente una sofferenza radicolare (nelle forme posteriori), o essere associata ad un interessamento del midollo.

Caratteri del dolore
Può assumere diversi aspetti. Nelle forme acute può essere continuo, come un pungolo, a trafitte, crampiforme. Può accompagnarsi a formicolio (parestesie). Si accentua sotto sforzo e si attenua con il riposo, modificandosi nei movimenti di flesso-estensione e rotazione.
Nelle forme cronicizzate è meno intenso, spesso sordo, a volte subdolo, può avere significative fluttuazioni nelle 24 ore.

Il dolore è sempre presente ?
No. Il dolore può mancare allorché la sofferenza radicolare interessa esclusivamente la porzione anteriore (ramo motore) e anche quando la sofferenza midollare, nelle mieloradicolopatie, rimane a lungo limitata al secondo neurone di moto, simulando una sindrome demielinizzante di altra natura. In questi casi, mancando i segni obiettivi di una alterazione della sensibilità a distribuzione metamerica e/o cordonale, si manifesteranno alterazioni sia del trofismo muscolare che della forza, fino a deficit paretici mono o pluriradicolari.

I quadri clinici
Si potranno dunque avere quadri clinici diversi, ciascuno in riferimento a quello o a quegli spazi intervertebrali (C3/C4, C4/C5, C5/C6, C6/C7, C7/D1) interessati dalle modificazioni spondiloartrosiche.
La componente radicolare di una mieloradicolopatia può essere bilaterale o monolaterale. Nel primo caso anche il danno midollare si manifesta con una discreta simmetria dei segni clinici e anche dei sintomi; nel secondo caso la mielopatia si manifesta con segni asimmetrici, a volte assumendo i caratteri di una Sindrome di Brouwn-Sequard .

Sindrome di Brouwn-Sequard = danno motorio sottolesionale omolaterale e deficit sottolesionale ma controlaterale, della sensibilità termo-dolorifica, che fa seguito a lesioni compressi prevalenti su una metà del midollo.

Segni clinici di sofferenza midollare del tratto cervicale (Mielopatia)

I sintomi iniziali
All’inizio i malati lamentano rachialgie cervicali, senso di fastidio alla nuca, torcicollo e impaccio nei fini moventi delle dita; a volte vi può essere una sensazione di scossa elettrica lungo la schiena e le gambe, bruciori alle piante dei piedi. L’evoluzione può essere molto lenta.

I sintomi e gli aspetti clinici delle forme conclamate
Successivamente compare un disturbo della marcia, con sensazione di pesantezza alle gambe, che sono rigide, come “incordate”, in maniera tale da costringere il malato a fermarsi. A volte vi sono degli improvvisi cedimenti agli arti inferiori. Il quadro clinico è quello della claudicazio motoria midollare.

Cause più frequenti di dubbio diagnostico:

Claudicatio motoria di natura vascolare
Spesso il quadro clinico può richiamare quello delle vasculopatie arteriose periferiche. In queste tuttavia mancano i polsi arteriosi e la natura vascolare sarà confermata dalle indagini strumentali.

Claudicazio motoria radicolare
Altre volte si pone il quesito se si tratti di una sindrome deficitaria degli arti inferiori del tipo poliradicolopatia con quadro clinico di claudicazio motora radicolare. A distinguerle da queste ultime contribuiscono in maniera determinanate la presenza di segni piramidali: accentuazione dei riflessi, ipertono o anche dalla presenza di *Babinski. etc .
Viceversa nelle stenosi degenerative del canale lombare, sono sempre presenti, sia una deficit fino alla abolizione completa dei riflessi, sia alterazioni della sensibilità e della forza a distribuzione radicolare

Lesione encefalica
A volte, allorché la sindrome deficitaria ha i caratteri dell’emiparesi, va differenziata da una emiparesi per lesione encefalica.

La Mielopatia

Malattie del secondo motoneurone
Nelle mielopatie a prevalente interessamento, non già dei fasci piramidali, ma degli alfa motoneuroni delle corna anteriori del midollo e anche nelle forme con interessamento delle radici motorie, si impongono, al fine di escludere una S.L.A (Slerosi Laterale Amiotrofica) controlli neurofisiologici (Elettromiografici) anche ripetuti nel tempo e mirati alla ricerca di segni di interessamento del neurone periferico di moto, in distretti muscolari extracervicali (lombari) o in nuclei sopracervicali.

In ultimo sottolineamo che il trattamento delle complicanze neurologiche della spondiloartrosi è riservato:

  1. ai quadri clinici di radicolo e poliradicolopatia, che secondo la nostra esperienza non si discostano nei risultati da quelli di qualsiasi altra radicolopatia di diversa natura.
  2. alle mielopatie con sindrome di interruzione midollare incompleta a lento sviluppo, privilegiando tra queste le forme a prevalente componente *atassica (da interessamento dei cordoni midollari posteriori) o comunque con lieve componente spastica, in soggetti solitamente al di sopra dei sessanta anni e senza danno intramidollare alla RM.

*atassia= disturbo della marcia, che si caratterizza per goffaggine e incertezza, nel nostro caso causata dalla perdita del senso di posizione degli arti.

Bibliografia essenziale

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