Nevralgia occipitale di Arnold

Breve Storia clinica

20 GIUGNO 016
Una donna sulla sessantina, per il resto in buone condizioni di salute, iniziava circa due anni prima a lamentare dolore, sottoforma di manifestazioni di tipo nevralgico con trafitte e scosse, al collo e alla ragione occipitale, a volte riverberantesi verso l’alto alla regione frontale e al padiglione auricolare e verso il basso alla spalla, sempre da un lato.
Il dolore, lieve nei primi tempi si acuiva successivamente. La durata delle crisi, che potevano ripetersi numerose in un giorno, superava raramente i 10′-15′. Nel periodo intercritico era presenta un dolore sordo e una sensazione di ”testa confusa”. Con il trascorrere del tempo, la situazione si aggravava, riducendosi notevolmente i periodi intercritici mentre al contempo aumentava la violenza delle crisi.
Tutto ciò, a distanza di due anni dall’inizio della manifestazioni, rende oggi il quadro non più sopportabile.
Dal diario raccolto dalla paziente, si rileva che dal mese di luglio 2014 la stessa si è sottoposta ad una lunga serie di indagini e visite multispecialistiche, che solo negli ultimi tempi orientavano verso una Nevralgia di Arnold.
Da quanto si evince dalla sintomatologia e dal quadro clinico neurologico obiettivo, non vi sono secondo me dubbi, sul fatto che si tratti di un quadro di Nevralgia occipitale di Arnold.
La diagnosi di questa patologia è infatti esclusivamente clinica: gli esami, RM del tratto cervicale e la radiografia diretta del passaggio occipito-atlantoideo e delle articolazioni atlo-epistrofiche sono, salvo rarissimi casi, del tutto negative e quindi la natura rimane sconosciuta o ”idiopatica”. A dire il vero, si può ritenere che nella stragrande maggioranza dei casi, la Nevralgia di Arnold sia dovuta a conflitti neuro-muscolari.
La paziente è posta in lista per iniziare le cure nella prima quindicina di luglio. Segui…

Dall’11 al 15 luglio ciclo di trattamento

1.08.016

Controllo di Nevralgia di Arnold

Non ha più’ avvertito dolore nevralgico trafittivo in regione occipitale e/o irradiato sullo scalp. Anche sul piano obiettivo oggi la Sensibilità alla puntura di spillo non mostra alterazioni. Non c’è disestesia, nè dolore spontaneo o evocato dalla pressione digitale, sulle emergenze dell’Arnold a dx. Mancano dunque tutti i segni di irritazione del nervo precedentemente riscontrati.

COMORBILITA’

Oggi la paziente, che già alla prima visita aveva accennato ad una variegata sintomatologia, associata a quella tipicamente riferibile alla nevralgia occipitale, lamenta una algia ad interessare il cranio, la regione cervicale, l’orecchio, dove a tratti sente sibili e fischi, dolore costrittivo o a trafitte all’emifaccia, con una distribuzione apparente in territorio trigeminale.
Obiettivamente è presente una netta limitazione della apertura della bocca e dolore in sede di articolazione temporo-mandibolare.

Si tratta di un disturbo da disfunzionalità dell’ATM, altresi’ nominato Algia Facciale Atipica o Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare.
Abbiamo trattato la paziente con buon risultato. E’ comunque necessario approfondire lo studio della dinamica dell’ATM con Rx funzionale e TC spirale del massiccio facciale. Con questi esami dovrà presentarsi ad uno specialista di branca (gnatologo), che saprà consigliarla sui presidi utili da utilizzare.