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Dolore e Psiche
Consci del fatto che non esistono risorse tecniche pur d'avanguardia o protocolli terapeutici validi in assoluto per tutti i pazienti, seppure affetti dalla stessa patolgia, riteniamo necessario porre l'individuo e non la malattia al centro di ogni atto medico. Questo comporta di non trascurare una attenta valutazione dei contenuti psicologici del sintomo ''dolore'' per ciascun paziente. Questi contenuti li possiamo molto sinteticamnete riassumere in due tipi:
1) Disturbi del sonno con ansia, irritabilità, agressività, senso di impotenza ed inadeguatezza fino alle forme depressive che frequentemente fanno seguito a patologie che comportando dolore sia esso acuto, subacuto e cronico comportano condizioni di reiterato stress-disagio. In questi casi la prognosi è assolutamente favorevole, poichè la remissione della sintomatologia psichica fa seguito costantemente alla scomparsa della sintomatologia algica.
2) Vi è poi un certo numero fortunatamente limitato di pazienti nei quali si può osservare come lo stato patologico insorga anche in una costante correlazione temporale con eventi traumatici psichici, perlopiù rappresentati da perdite - lutti che, innestandosi su un terreno di predisposizione psichica individuale, contribuiscono ad aggravare e mantenere il quadro algico oltre ogni logica strettamente legata alla obbiettività clinica.
Gli stessi si caratterizzano infatti perchè, a fronte di una sintomatologia quasi sempre cronicizzata e di grande sofferenza, sono sempre correlati a quadri neurologici pressochè del tutto negativi.
In questi casi è, secondo noi, del tutto controproducente assumere un atteggiamento fuorviante, per cosi dire affabulativo, nei confronti di un paziente che, seppure inizialmente reticente, dovrà assolutamente prendere coscienza di una condizione psico-fisica che, per le sue caratteristiche, necessita di altro tipo di intervento.
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